guida alla manutenzione degli infissi in legno

Nota bene: Un infisso in legno in presenza di manutenzione ha una vita illimitata

 

Come si effettua la manutenzione degli infissi in legno? Ogni quanto va eseguita? E’ possibile procedere in autonomia, senza il supporto di un esperto?

Ti starai ponendo queste domande anche tu, se ti ritrovi in casa infissi di questo tipo.

Il legno è un materiale particolare, dunque la questione potrebbe apparire complessa ma con le giuste indicazioni tutto ti sembrerà più semplice e chiaro.

In questa guida ti forniamo tutte le indicazioni del caso. Ti insegneremo come pulire, tonificare e restaurare gli infissi in legno. Ti spiegheremo quando farlo e quali prodotti utilizzare. 

 

Gli infissi in legno richiedono una manutenzione frequente?

Prima di fornire consigli specifici sulla manutenzione è necessario chiarire un aspetto: le peculiarità del legno rispetto agli altri materiali.

Gli infissi in legno costituiscono una soluzione ricercata, che massimizza l’effetto estetico e si presta a numerosi stili: elegante, rustico, shabby chic. 

Rappresentano la soluzione migliore per conferire ai propri locali un aspetto accogliente e per trasmettere una sensazione di calore. Costituiscono una risorsa utile  per migliorare, attraverso la leva del decoro, l’esperienza abitativa. Non è un caso che, nonostante lo sviluppo di materiali alternativi come il PVC e l’alluminio, chi possiede infissi in legno e intende cambiarli – magari per adeguare gli stili – tende a… scegliere ancora una volta il legno. 

Nondimeno, è necessario chiarire due aspetti.

  • Anche gli infissi in legno, proprio come quelli realizzati con gli altri materiali, richiedono un minimo di manutenzione.
  • La manutenzione, in questo caso, è finalizzata non già a risolvere alcuni problemi strutturali, che in realtà sono quasi del tutto assenti, bensì a trarre il massimo dal materiale e per il più lungo tempo possibile. 

La manutenzione va intesa dunque in una prospettiva migliorativa, non compensativa. Un infisso in legno è perfetto così com’è, ma dà il meglio di sé se manutenuto con regolarità. 

Se si parla di manutenzione leggera, ovvero di pulizia specifica, è sufficiente procedere una volta ogni 7-10 giorni. Se si parla di manutenzione straordinaria, si procede alla bisogna, ovvero ogni volta che il legno necessita di essere rinnovato.

Cosa succede se non effettui la manutenzione degli infissi in legno

Come appena specificato, la manutenzione degli infissi in legno risponde a una necessità principalmente estetica.

Chi ignora le esigenze di manutenzione del legno, si ritrova con:

  • Un infisso ancora capace di fungere da elemento decorativo, ma che non sfrutta al massimo le sue potenzialità estetiche. 
  • Un infisso che, a lungo andare, soffre dell’usura del tempo. Il processo è estremamente lungo, e il legno da questo punto di vista performa come e meglio rispetto all’alluminio e al PVC. Allo stesso tempo, non si può negare che anche il legno “invecchi”, e quindi necessiti prima o poi di una manutenzione più approfondita. 

La manutenzione degli infissi in legno, ecco come fare

Dunque, quali sono le corrette procedure per la manutenzione degli infissi in legno? Rispondere a questa domanda significa distinguere tra più livelli di intervento: uno leggero, uno medio e uno più impegnativo. Li affrontiamo uno per uno, esattamente in quest’ordine. 

Pulizia

La pulizia è l’intervento manutentivo più leggero e semplice. E’ anche il più frequente, in quanto andrebbe realizzato ogni 7-10 giorni. 

La pulizia si snoda in quattro fasi.

  • Rimozione della sporcizia superficiale. E’ sufficiente strofinare un panno di cotone imbevuto nell’acqua. Ovviamente, senza troppo vigore.
  • Rimozione macchie e aloni. In questo caso, dovresti utilizzare un panno in microfibra imbevuto in un sapone delicato, come può essere quello di Marsiglia, o in un detergente specifico per legno. L’importante è che il prodotto in questione non contenga alcool, candeggina o ammoniaca. 
  • Risciacquo e asciugatura. Potete utilizzare nuovamente il panno in microfibra, prima imbevuto in semplice acqua e poi asciutto.

 

Ritonificazione

Un’altra soluzione manutentiva poco invasiva, ma già più raffinata, è la ritonificazione. Il suo scopo è duplice: da un lato garantisce lucentezza e brillantezza all’elemento, dall’altro mantiene morbida ed elastica la vernice, caratteristiche che la fanno durare nel tempo cosi da poter proteggere il legno sottostante. 

La ritonificazione va eseguita per mezzo di un apposito ritonificante per legno normalmente prodotto dalla stessa casa produttrice della vernice applicata sulla finestra. Inoltre, va distribuito mediante il classico panno in microfibra, effettuando movimenti delicati. 

La ritonificazione deve essere realizzata dopo i primi quattro anni del serramento ogni 1-2 anni nel periodo primaverile o autunnale quando la temperatura è ancora mite.

Rinnovamento

Solo in alcune rare condizioni di massima esposizione, dove gli infissi non sono protetti, sarà necessario svolgere l’attività di rinnovamento. 

In questo caso si procede con interventi più invasivi, che si suddividono in più fasi. 

  • Sverniciatura. Tale fase consiste nella rimozione della vernice. Se la zona da manutenere-restaurare è limitata, puoi procedere con la carta vetrata semplice. Nel caso in cui le lesioni coinvolgono tutto l’infisso, dovresti procedere con una levigatrice elettrica. 
  • Ritocco. Questa fase consiste nella “stuccatura”, ovvero nel riempimento dei solchi con lo stucco. Quest’ultimo va posato, asciugato, carteggiato. 
  • Applicazione dell’impregnante. Una volta che il legno è stato riparato e la superficie è stata perfettamente levigata, si posa l’impregnante. Questa sostanza è composta da solventi organici  e ha lo scopo di proteggere il legno e anticipare l’applicazione della vernice. Il consiglio è di passare più mani di impregnanti, a distanza di un giorno l’una dall’altra. 
  • Riverniciatura.  E’ la fase più semplice e probabilmente anche la più divertente. Il consiglio, tuttavia, è di passare più mani di vernice, a distanza di 24 ore l’una dall’altra.

 

Ovviamente l’attività di rinnovamento è più complessa rispetto a quelle viste in precedenza pertanto è consigliabile rivolgersi ad un falegname professionista.

regolazione cerniere finestre

Regolazione cerniere delle finestre in legno

 

Come si effettua la regolazione delle cerniere delle finestre in legno? Quando va realizzata? E’ possibile procedere senza l’aiuto di un professionista? 

Se le finestre in legno di casa fanno fatica a chiudersi, e ti è stato detto che il problema è causato proprio dalla regolazione delle cerniere, sicuramente ti starai ponendo questa domanda.

Nella guida che segue ti spieghiamo come fare, descrivendo le azioni che dovrai compiere e gli accorgimenti che dovrai prendere. In chiusura, parleremo anche della regolazione delle porte finestre in legno. 

Perché regolare le cerniere

Le cerniere sono elementi fondamentali del sistema finestra. Il loro scopo è consentire il movimento rotatorio delle ante e quindi l’apertura-chiusura della finestra medesima. 

La regolazione delle cerniere è necessaria alla posa delle finestre. I problemi giungono più avanti, quando l’usura del tempo inizia a impattare sulla posizione delle cerniere. 

La questione riguarda tutte le finestre, a prescindere dai materiali. Tuttavia, quelle in legno sono maggiormente soggette a questo fenomeno. Il motivo è semplice: il legno tende a deformarsi nel tempo, a subire l’effetto delle condizioni ambientali e degli agenti atmosferici. Tali effetti sono più acuti se la finestra si affaccia a sud e quindi riceve direttamente i raggi del sole. 

A prima vista, le cerniere sembrano elementi complessi. Potresti chiederti, dunque, se la regolazione delle cerniere delle finestre in legno sia appannaggio esclusivo di professionisti o se possa essere effettuata in modalità fai da te.

Ovviamente, se sei del settore o comunque hai dimestichezza con i lavori di casa, il problema non si pone. Sei certamente in grado di procedere da solo alla regolazione. Se invece non possiedi competenze specifiche puoi comunque cimentarti. D’altronde, se il problema non è grave, le manovre sono piuttosto semplici. Ovviamente, dovrai munirti degli strumenti necessari e di una certa dose di pazienza. 

Che succede se le cerniere non sono ben regolate

La regolazione delle cerniere delle finestre in legno, ma anche delle finestre in generale, è fondamentale per garantire la funzionalità dell’elemento. 

D’altro canto, le conseguenze di una cattiva regolazione sono visibili. All’inizio, la finestra fa fatica a chiudersi, generando un attrito con gli elementi sottostanti. Un dettaglio non di poco conto, in quanto può causare danni e lesioni alle ante e al telaio. 

Se il problema viene ignorato, il fenomeno di dislocazione delle cerniere si acuisce. Si giunge così al momento in cui la finestra non si chiude più. Un rischio che non puoi permetterti di correre, visto che una finestra aperta si traduce in una compromissione della sicurezza, l’impossibilità di climatizzare o riscaldare il locale e in tutta una serie di disagi per l’esperienza abitativa. 

I problemi alle cerniere non si limitano tuttavia alla dislocazione. Infatti, possono andare incontro a semplice usura, a una vera e propria “erosione”. L’effetto è lo stesso – difficoltà a chiudere la finestra – ma la soluzione è diversa… E più impegnativa.

Come si effettua la regolazione delle cerniere delle finestre in legno

Dunque, come si effettua la regolazione delle cerniere delle finestre in legno? In primo luogo, è necessario procurarsi una chiave brugola da 4, detta anche chiave esagonale. Per il resto, devi procedere così.

  • Rimuovi il coperchio di plastica che copre la parte di sotto della cerniera.
  • Individua il foro della cerniera.
  • Immetti della chiave nel suddetto foro.
  • Ruota in senso orario della chiave.
  • Rimetti il coperchio e prova a chiudere la finestra.

Di base, è tutto qui. La rotazione della chiave, infatti, agisce sulla vite della cerniere causando un sollevamento dell’anta. 

Ti starai chiedendo: quanti giri di chiave devo fare? Beh, dipende. Più la cerniera è compromessa, più l’anta è dislocata, più numerosi sono i giri che dovrai eseguire. Il consiglio è di procedere con mezzo giro, verificare, compiere un altro mezzo giro, verificare ancora etc. fino a quando la finestra non si chiude perfettamente.

Come già anticipato, la difficoltà a chiudere le finestre potrebbero non dipendere esclusivamente dalla mancata regolazione delle finestre, bensì dalla sua usura. Ecco che la cerniera appare più debole e quindi non più in grado di “reggere l’anta”. Tale fenomeno è pericoloso in quanto, a lungo andare, potrebbe causare la caduta dell’anta stessa.

La soluzione è più complessa e richiede più tempo. Soprattutto, richiede lo smontaggio parziale della finestra. 

Si tratta infatti di smontare i battenti e infilare delle rondelle nei perni allo scopo di rinforzare le cerniere.

Regolazione delle porte finestre in legno: qualche accorgimento in più

Cosa cambia per le porte finestre? Dal punto di vista meccanico, nulla. Nel senso che possono andare incontro ai medesimi problemi delle finestre standard.

Anche le soluzioni sono simili, ma richiedono comunque qualche accorgimento in più a causa delle dimensioni e del peso dell’elemento. I rischi per chi realizza l’intervento sono infatti più gravi. 

Di nuovo, si tratta di regolare le cerniere con una chiave a brugola. Ancora una volta, si tratta di ruotare la chiave medesima quanto basta per alzare l’anta a un livello che consenta la chiusura della finestra.

Tuttavia, è necessario imprimere una forza maggiore e, allo stesso tempo, praticare la massima precisione. Si corre infatti il rischio di alzare l’anta troppo o troppo poco, o addirittura di rompere la cerniera.

E non è nemmeno possibile ignorare il problema, e posticipare la regolazione delle porte finestre in legno. Ai disagi classici di un’anta che non si chiude, si aggiunge il rischio che l’anta semplicemente ceda, con tutto ciò che ne consegue per l’incolumità dei residenti.

Tapparelle blindate o inferriate

Torniamo sul tema della sicurezza con un altro articolo. Dopo aver parlato della sicurezza di serramenti ed infissi parliamo ora della sicurezza attraverso tapparelle blindate e inferriate.

Ma appunto qual è la differenza tra le tapparelle blindate e le inferriate? 

Se stai cercando un sistema anti-intrusione per le tue finestre ti sarai certamente posto questa domanda.

Sappi che una risposta univoca e valida per tutte le situazioni non c’è. La preferenza per l’uno o per l’altro elemento dipende dalle caratteristiche della casa, dal budget a disposizione, persino dai gusti personale.

L’unico modo per compiere la scelta corretta è conoscere i pro e i contro delle due soluzioni..

Leggi con attenzione questa guida: ti illustreremo i vantaggi delle tapparelle e delle inferriate e allo stesso tempo ti offriremo qualche consiglio per scegliere bene. 

Tapparelle blindate o inferriate, un approfondimento dei due sistemi

Le tapparelle blindate, ufficialmente “avvolgibili blindate” sono esattamente ciò che il loro nome suggerisce: tapparelle realizzate non già con il legno, bensì con il metallo. A seconda della classe di sicurezza, possono realizzate in…

  • Acciaio profilato, che si caratterizza per una resistenza medio-alta.
  • Alluminio estruso, che permette di ottenere spessori più elevati. In ragione di ciò, e per quanto possa sembrare paradossale, le tapparelle in alluminio estruso sono più efficaci di quelle in acciaio profilato.
  • Alluminio estruso blindato. E’ il non plus ultra delle tapparelle blindate. Si caratterizza per la presenza, all’interno del profilo di alluminio estruso, di inserti in acciaio. 

Le inferriate, invece, non necessitano di presentazioni. Sono infatti elementi ricorrenti del patrimonio urbanistico e vengono poste a protezione di un gran numero di edifici. Il loro nome corretto, tuttavia, è “grate di sicurezza”. Anche in questo caso si segnala una certa variabilità in quanto a materiali. Ecco una panoramica.

  • Ferro battuto. E’ la soluzione meno costosa e più comoda. Garantisce un certo grado di sicurezza ma potrebbe lasciare a desiderare in quanto a estetica. 
  • Alluminio. Le inferriate in alluminio sono belle da vedere, non costano molto ma sono più deboli rispetto alle alternative. 
  • Acciaio. Le inferriate in acciaio sono le più resistenti in assoluto. Non lasciano granché a desiderare in quanto a estetica ma sono più costose rispetto alle alternative. 

Pur consapevoli che non esiste sistema di sicurezza perfetto, la sicurezza di un dispositivo si misura in base al tempo che è in grado di ritardare l’effrazione effettuata dal ladro.

La sicurezza dei serramenti è strettamente legata al concetto di antieffrazione, la capacità cioè di resistere (o almeno rendere difficile) lo scasso da parte di una persona intenzionata ad entrare nella nostra abitazione.

 Le tapparelle blindate o inferriate, al netto dei materiali utilizzati, sono eccellenti sistemi anti-intrusione. Soddisfano un bisogno di sicurezza e di tranquillità in quanto riducono al minimo il rischio di violazione del domicilio. 

Tuttavia, permangono differenze profonde in termini di fruibilità, estetica e garanzie. Insomma, presentano pregi e difetti specifici.

Pro e contro delle tapparelle blindate

Iniziamo dalle tapparelle blindate. Tra i vantaggi troviamo…

  • Efficacia. Quando la tapparelle è chiusa, copre la finestra con una finestra liscia, che non offre appigli per l’inserimento o l’utilizzo dei normali attrezzi di scasso.
  • Visibilità. La tapparella, ovviamente, può essere riavvolta e garantire una piena visione dell’ambiente esterno.
  • Versatilità funzionale. L’elemento può ospitare numerosi accessori, ovviamente finalizzati all’aumento della sicurezza. Per esempio, catenacci che impediscono il sollevamento forzato della tapparella. Idem per il cosiddetto contatto allarme, espressione gergale che indica i sensori che rivelano i tentativi di intrusione. 
  • Isolamento. In aggiunta, la tapparella garantisce un certo grado di isolamento termo-acustico, soprattutto quando realizzata in alluminio coibentato. 

Ovviamente, non mancano gli svantaggi.

Il più importante consiste nell’incapacità di fornire una protezione continuativa. Per ovvie ragioni, la tapparella protegge solo quando è completamente abbassata. Di notte o quando si è fuori di casa il problema non si pone. Di giorno, ovvero quando si vorrebbe godere dell’illuminazione naturale, ciò rappresenta un importante limite. L’effetto, e quindi le conseguenze, sono simili a quelli delle scuri. Anch’esse proteggono, ma a costo di azzerare la visibilità.

Pro e contro delle inferriate per finestre

Passiamo ora alle inferriate per finestre, elencando anche in questo caso pregi e difetti. Iniziamo dai pregi. 

  • Efficacia continuativa. A differenza delle tapparelle, le inferriate esercitano la loro funzione sempre, in ogni caso. Rappresentano infatti un elemento fisso.
  • Versatilità estetica. L’inferriata può essere decorata o comunque fungere da oggetto di design. Ovviamente, in questo caso costano molto di più.

Ecco, invece, i difetti.

  • Effetto prigione. Specie se l’inferriata non è frutto di un lavoro di design, genera sempre uno sgradevole effetto prigione. Pecca dunque in termini estetici, e rischia di rovinare il profilo degli edifici.
  • Debolezza intrinseca. Fino a un certo livello di raffinatezza, l’inferriata è sicura. Quando i tentativi di intrusione si fanno più complessi, rivela qualche debolezza strutturale. Alcuni punti, infatti, si rivelano piuttosto cedevoli.
  • Costo. Le inferriate sono più costose delle tapparelle, soprattutto quando sono di design.

 

Qualche consiglio per scegliere

Dunque, cosa scegliere, tapparelle blindate o inferriate? Come già specificato, dipende dalle condizioni dell’esistente e dalle esigenze personali. Possiamo però proporre una sorta di vademecum, dove a ciascuna soluzione corrisponde un paniere di condizioni che la rendono preferibile.

In buona sostanza, dovresti optare per le tapparelle blindate se…

  • Non hai a disposizione molto denaro. La differenza di prezzo può essere importante
  • L’estetica delle inferriate non si addice al profilo dell’edificio. E’ il caso degli edifici più moderni, magari dalle finiture minimali.
  • Non ti preoccupa la riduzione dell’illuminazione naturale o sei spesso fuori di casa durante il giorno. In questo caso, la tapparella può rimanere abbassata per più tempo, senza compromettere le garanzie di sicurezza.

Di contro, dovresti optare per le inferriate se…

  • Hai a disposizione un buon budget. 

Il profilo dell’abitazione è compatibile con l’elemento. E’ il caso degli edifici che vantano finiture complesse, perché no eleganti. D’altronde, l’inferriata è un elemento che richiama agli stili più antichi.

muffa attorno alle finestre

La muffa intorno alle finestre costituisce un problema capace di compromettere la qualità dell’esperienza abitativa. Impatta sul decoro di casa, trasmette una sensazione di degrado. Dettaglio importante in generale, ma soprattutto se si intende vendere o affittare, in quanto influisce sul valore dell’abitazione. 

Ma la muffa può essere pericolosa anche per la salute, soprattutto per chi soffre di asma e altri problemi respiratori. Può anche irritare occhi e pelle, causando fastidi che si prolungano nel tempo.

Dunque, è necessario eliminare la muffa intorno alla finestre e intraprendere azioni preventive, in modo che il fenomeno non si ripresenti mai più.

Ne parliamo in questa guida.

Perché si forma la muffa intorno alle finestre

Il primo passo consiste nel comprendere perché si forma la muffa intorno alla finestre. Ebbene, la causa va individuata nella presenza di abbondante condensa, che rappresenta l’humus in cui le muffe prosperano e crescono. A sua volta la condensa è dovuta a due fenomeni distinti: la presenza di ponti termici e la presenza di vapore.

I ponti termici si verificano in quelle zone in cui si manifesta una continuità con la temperatura esterna e, al contempo, una discontinuità rispetto alla temperatura interna. Durante periodi di freddo esterno e calore interno (ad esempio, quando il locale è riscaldato), è possibile che un punto specifico all’interno dell’abitazione assuma la temperatura esterna anziché quella interna, risultando stranamente freddo.

 

 Ecco, quello è un ponte termico.

Escludendo le abitazioni moderne, i ponti termici sono solitamente associati a murature prive di isolamento termico (come solai e poggioli), nonché a finestre e porzioni di pareti circostanti. Questo avviene quando tali elementi presentano scarse capacità di isolamento termico, causando il loro raffreddamento durante periodi di freddo esterno.

È ben noto che da un punto di vista fisico, quando l’aria calda e umida presente all’interno dell’abitazione incontra una superficie fredda, l’umidità contenuta nell’aria si condensa da forma gassosa a liquida, bagnando la superficie fredda stessa. Nel corso del tempo, questa condizione favorisce la proliferazione di muffe e batteri.

La comparsa di muffe intorno alle finestre si verifica soprattutto in locali specifici, come il bagno e la cucina. Il motivo è semplice: sono i locali più caldi e contemporaneamente umidi della casa, dove i vapori si formano e si diffondono. 

Come togliere la muffa

Togliere  la muffa è relativamente semplice. Sono ovviamente necessari strumenti e prodotti specifici, per quanto reperibili. In buona sostanza avrai bisogno di aceto, bicarbonato di sodio, fungicida, guanti e, uno spruzzino e un aspirapolvere. 

Ecco come fare.

  • Apri la finestra.
  • Aziona l’aspiratore e cattura tutte le spore che si trovano sulla porzione di parete attorno alla finestra, sul vetro e sugli infissi. 
  • Inserisci l’aceto nello spruzzino. Spruzza l’aceto sulle sezioni di muro che ospitano la muffa. 
  • Attendi qualche minuto e poi distribuisci un po’ di bicarbonato di sodio.
  • Attendi qualche altro minuto e strofina con un panno asciutto per rimuovere la muffa. 

Il consiglio è di indossare una mascherina e magari degli occhialini, in modo da evitare che le spore entrino a contatto diretto con le mucose. 

Bisogna far attenzione perché prodotti aggressivi potrebbero rovinare la vernice delle finestre. Prima di procedere verificate con il fornitore degli infissi la compatibilità della vernice usata.

Come prevenire la formazione della muffa

Il metodo che abbiamo appena illustrato è efficace, ma solo temporaneamente. Se ti limiti ad esso, il problema è destinato a ripresentarsi. Per fortuna, puoi prevenirlo. Ecco qualche accorgimento utile.

  • Arieggia i locali. In tal modo, disperdi l’umidità dell’aria verso l’esterno.
  • Mantieni chiuse le porte della cucina o del bagno. Se lasci tutto aperto, il calore si diffonde per la casa e cagiona “l’attivazione” dei ponti termici. Chiudendo le porte della cucina e del bagno, limiti il problema a un locale per volta. Vale comunque la regola di arieggiare i locali in modo da disperdere l’umidità verso l’esterno.
  • Usa pitture per pareti specifiche. Un’idea potrebbe essere l’applicazione di apposite pitture
  • Mantieni una temperatura costante. L’ideale è conservare una temperatura di 20 gradi in tutta l’abitazione, evitando al contempo sbalzi di temperatura.
  • Utilizza i deumidificatori o gli estrattori. Questi dispositivi consentono di catturare l’umidità e quindi prevenire – almeno in parte – la formazione di condensa. Sono particolarmente utili quando si è costretti a stendere i vestiti in casa.
  • Utilizza un sistema di ventilazione meccanica. Costa più di un deumidificatore, ma è più efficace. Consente di arieggiare casa senza impattare sulla temperatura interna. 
  • Limita la presenza di piante in casa. Le piante decorano e migliorano l’esperienza abitativa, tuttavia possono favorire la comparsa della muffa. Il motivo è semplice, per quanto non esattamente intuitivo: i loro processi biologici causano la formazione di vapore. 

Eliminare il problema alla radice

Questi accorgimenti sono efficaci, consentono effettivamente di prevenire il problema delle muffe intorno alle finestre. Tuttavia, non sono risolutivi al cento percento. Occorre compiere un passo ulteriore: cambiare gli infissi e serramenti. Infatti, solo in questo modo è possibile eliminare i ponti termici e impedire che la condensa, anche qualora si formasse, dia vita alla muffa.

A disposizione vi sono molti prodotti che vantano un buon isolamento termico. Questi si caratterizzano per l’impiego di materiali efficienti e per un design ad hoc. A questi si possono abbinare finestre in triplo vetro, che in teoria aggiungono un tassello ulteriore all’opera di isolamento. Sul rapporto costi-benefici del triplo vetro, tuttavia, permangono dei dubbi. Se vuoi approfondire, ne abbiamo parlato qui

Ad ogni modo, installare nuovi infissi e serramenti è una buona idea non solo per risolvere il problema delle muffe, ma anche per potenziare in generale l’edificio dal punto di vista energetico. Significa impedire la dispersione di calore, riscaldare o climatizzare i locali più facilmente, ridurre la spesa per le bollette.

Gli infissi e i serramenti ad alto potenziale energetico richiedono un investimento talvolta importante. Tuttavia, esistono alcune interessanti agevolazioni fiscali che consentono di risparmiare.

Per maggiori informazioni contattaci senza impegno.

 

Migliori serramenti

Quali sono i migliori serramenti in commercio? Se lo chiede chi sta pensando di sostituire i serramenti attualmente installati nei propri locali, come anche chi, avendo commissionato la costruzione di una nuova abitazione, sta già ragionando sulle finiture.

Il discorso è più complesso di quanto si possa immaginare in quanto, specie nell’ultimo ventennio, l’offerta è andata incontro a una evoluzione radicale, frutto delle entrate in scena e della diffusione (magari a prezzo accessibile) di nuovi materiali.

Vale dunque la pena ragionare proprio su materiali, come anche sui principali stili di design al fine di garantire le informazioni necessarie per una scelta consapevole e che punti all’acquisto di serramenti di alta qualità o almeno in linea con le proprie esigenze.

Differenza tra infissi e serramenti

Prima di parlare dei serramenti dal punto di vista tecnico è bene sgomberare il campo da un fraintendimento: infisso e serramento non sono la stessa cosa, ma anzi indicano due elementi differenti, benché ovviamente complementari.

In realtà, la differenza è facile da comprendere. L’infisso, come tra l’altro segnala il suo stesso nome, è la parte fissa del sistema di chiusura, più comunemente detto “finestra”. Il serramento invece è la parte mobile.

Risulta evidente come non sia possibile ragionare sui serramenti senza estendere la riflessione agli infissi: i due elementi devono essere coerenti l’uno con l’altro, sia per quanto concerne l’aspetto estetico, sia per quanto riguarda l’aspetto funzionale.

Quale materiale scegliere per i serramenti?

La prima caratteristica che va affrontata quando si valuta un serramento è il materiale. L’offerta da questo punto di vista è molto abbondante e predispone soluzioni che garantiscono vantaggi e svantaggi ben diversificati. Di seguito una panoramica esaustiva sui materiali comunemente chiamati in causa per realizzare i serramenti.

Differenze tra legno, pvc, alluminio e legno-alluminio

Per l’appunto, la scelta verte tra legno, pvc, alluminio e legno-alluminio.

  • Legno. Questo materiale (o sarebbe meglio dire “classe di materiali”) spicca per un impatto estetico di alto livello, in grado di impreziosire i locali e conferire loro una precisa identità, spesso e volentieri basata su un approccio elegante, moderno oppure classico. Anche il grado di isolamento termico è elevato sia con due che con tre vetri. Ovviamente, trattandosi di un materiale di origine naturale, è più delicato rispetto ad altri ma con un minimo di cura raggiunge una elevata durabilità nel tempo.
  • Alluminio. Il vantaggio dell’alluminio consiste nell’essere un materiale di grande resistenza e quindi permette di realizzare grandi vetrate utilizzando profili estremamente ridotti. È il materiale che più si abbina ad un design minimalista. Di contro, si segnala un grado di isolamento termico inferiore e spesso è necessario il triplo vetro per raggiungere i valori di trasmittanza richiesti per accedere alle detrazioni fiscali nelle zone climatiche più rigide.
  • Legno-alluminio. Come il nome fa intendere, vengono combinati i due materiali in maniera tale che i pregi dell’uno vadano ad eliminare i difetti dell’altro. In particolare il serramento internamente è in legno, questo garantisce un ottimo isolamento termico, l’alluminio funge da rivestimento esterno in maniera tale da proteggere la parte in legno dalle intemperie. Di contro, si evidenzia un certo aumento di costi.
  • PVC. Si tratta di un materiale che ha guadagnato grandi percentuali di mercato negli ultimi decenni grazie soprattutto alla buona resistenza agli agenti atmosferici e al costo contenuto. Nel mercato sono disponibili tantissimi prodotti in PVC e si segnala una alta variabilità di prezzo.

I migliori serramenti in legno e legno-alluminio

È utile, giunti a questo punto, approfondire categoria per categoria, o per meglio dire “materiale per materiale”, evidenziando quali possono essere le varie soluzioni migliori. Infatti, esistono diversi tipo di legno, e lo stesso vale per il PVC e l’alluminio. Partiamo proprio dal legno.

  • Dal punto di vista estetico non è possibile parlare dell’essenza migliore o più bella in quanto si tratta di considerazioni soggettive. Rovere, larice, abete ecc. sono legni dotati di venature fra loro notevolmente diverse e la cui scelta influenza visibilmente l’estetica della casa. Inoltre per ogni essenza è possibile scegliere fra varie finiture, dai verniciati (chiari o scuri), passando per gli sbiancati o gli spazzolati. Per chi apprezza tutti i vantaggi del legno ma preferisce non vedere la venatura può sempre optare per la laccatura.
  • L’essenza del legno caratterizza sia la resistenza che l’isolamento termico delle finestre, infatti vi sono legni “duri” come il rovere che sono molto resistenti e legni “teneri” come pino ed abete, questi ultimi sono migliori dal punto di vista termico ma anche più delicati.
  • Per il legno alluminio valgono le stesse considerazione espresse in precedenza. Per quanto riguarda l’alluminio si segnala la presenza sul mercato di finiture tinta unita oppure effetto legno. La scelta dell’una o dell’altra è puramente estetica.

serramenti in legno

I migliori serramenti in PVC

Per quanto riguarda l’estetica si distinguono principalmente i PVC bianchi in massa e i PVC con finitura.
Nel primo caso, il materiale si presenta con il suo aspetto naturale, bianco lucido e liscio al tatto, questa è la finitura base e rappresenta la fascia di prezzo più bassa.
Nel secondo caso invece, la finestra viene rifinita con effetti simil legno (chiamati anche PVC effetto legno) oppure con colori tinta unita. Per ottenere questi effetti la tecnologia più diffusa è quella dell’applicazione di una pellicola da qui il termine PVC con pellicola.
Dal punto di vista termico possiamo evidenziare come nel mercato siano presenti serramenti in pvc di vario spessore, i serramenti con spessore maggiore garantiscono isolamento più elevato ma di contro sono più difficili da posare nelle ristrutturazioni

serramenti in pvc

Design e Qualità dei serramenti

Ovviamente la qualità di un serramento non va valutata esclusivamente in base ai materiali con cui è stato realizzato. Un elemento fondamentale e ovviamente dato dal design. Nonostante l’opinione comune, la fase di progettazione dei serramenti concede un ampio margine di discrezione, con tutto ciò che ne consegue per l’eterogeneità dell’offerta. Il rapporto tra serramenti e design è quindi più complesso di quanto si possa immaginare.

Il consiglio quindi è di conferire la medesima importanza all’aspetto estetico e all’aspetto funzionale, sempre che lo scopo sia scegliere serramenti di alta qualità.

Perché scegliere dei serramenti di alta qualità

Giunti a questo punto è lecito chiedersi se valga veramente la pena profondere così tanta energia nella scelta del serramento. La risposta è sì: vale la pena.

Il motivo è semplice. Il serramento concorre al raggiungimento di obiettivi fondamentali: la qualità dell’esperienza abitativa, l’efficientamento energetico dell’abitazione.

Il serramento incide in ogni caso dal punto di vista estetico, al pari degli elementi di arredo. Dunque, contribuisce nel fare la differenza tra un locale bello e gradevole da fruire e un locale scadente.

In aggiunta, il serramento, in virtù dei materiali di cui è composto, può incidere in maniera radicale sulla capacità dell’abitazione di trattenere il calore o, piuttosto, impedirne l’accesso dall’esterno. In buona sostanza, un serramento di qualità fa sempre risparmiare sulla bolletta energetica.

porte finestre scorrevoli

Le porte-finestre scorrevoli sono soluzioni di pregio, in grado di arricchire gli ambienti dal punto di vista estetico, di conferire una precisa identità, soprattutto se si opta per un approccio minimal e che predilige gli spazi ampi. I vantaggi, tuttavia, si declinano anche nell’aspetto funzionale. Insomma, rispetto alle normali porte-finestre ad apertura battente non c’è storia.

Allo stesso tempo, esistono più modelli di porte-finestre scorrevoli, ciascuno dei quali si differenzia per alcune peculiarità e finanche per una diversa esperienza d’uso. Dunque vale la pena fornire una panoramica a riguardo, e offrire qualche consiglio per una scelta d’acquisto consapevole.

I vantaggi delle porte finestre scorrevoli

A un livello superficiale, la differenza tra una porta-finestra scorrevole e un modello ad apertura battente è intuibile: nella prima, l’anta si muove in senso orizzontale, liberando lo spazio per il passaggio; nella seconda, si apre verso l’interno. Ciò porta ad alcuni vantaggi sostanziali, che incidono sull’esperienza abitativa e in termini di design.

  • Risparmio di spazio. È il vantaggio che salta subito all’occhio. D’altronde, un’anta che si apre verso l’interno occupa spazio calpestabile; un’anta che “scivola” lungo l’asse orizzontale, no. Ciò permette di utilizzare una porzione maggiore dei locali e strizza l’occhio allo stile minimal, che per l’appunto predilige gli spazi ampi.
  • Maggiore sicurezza. Un’anta che scorre è un’anta che non espone i suoi spigoli. Ciò determina delle maggiori garanzie di sicurezza rispetto alle alternative.
  • Continuum visivo. L’importanza di questo vantaggio risulta evidente solo una volta installato il serramento. Le porte-finestre scorrevoli, infatti, quando sono aperte, garantiscono una continuità esterno-interno, si fanno quasi da parte, mettendo al centro il concetto di spazio. Creano, insomma, un contatto tra dehor e indoor, a tutto vantaggio dell’esperienza abitativa.

Il dilemma tra traslanti e alzanti

Esistono due macro-tipologie di porta-finestra scorrevole: traslante e alzante. A primo acchito, sembrano identici. In realtà, si basano su meccanismi di apertura diversi, i quali impattano sull’esperienza d’uso. Ovviamente, presentano pro e contro specifici, per giunta “speculari”. Dunque, vale la pena indagarli.

Pro e contro delle porte-finestre alzanti

Nelle porte-finestre alzanti, l’anta principale viene alzata leggermente, pur rimanendo in asse con la guida inferiore, per poi scorrere lateralmente. Ovviamente, il meccanismo si aziona ruotando la maniglia. Ciò pone in essere un pregio in particolare e un difetto inevitabile, più o meno grave a seconda di chi fruisce dell’abitazione:

  • Eliminano le barriere architettoniche. Le porte scorrevoli alzanti non pongono in essere alcun ostacolo per chi, ad esempio, si muove su una sedia a rotelle. Infatti, vi è assoluta continuità tra i due lati della porta finestra, la superficie appare “liscia”.
  • Richiedono un po’ di forza in fase di apertura. L’anta va di fatto sollevata. Ciò di norma non causa alcun problema, ma potrebbe risultare fastidioso per chi soffre di problematiche fisiche.

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Didascalia immagine: Le porte finestre alzanti non comportano ostacoli nella superficie di passaggio

 

Pro e contro delle porte-finestre traslanti

Il meccanismo di apertura delle porte-finestre traslanti, anche dette “complanari”, è diverso. In questo caso infatti l’anta non si alza, ma trasla verso l’interno, parallelamente al profilo. Dopodiché, scorre su un binario, ovviamente lungo l’asse orizzontale. Si tratta di una soluzione pratica, ma non esente da difetti:

  • Sono facili da aprire e chiudere. A differenza del modello alzante, l’anta non viene sollevata ma spostata nel senso della profondità. Ovviamente, ciò costa meno fatica.
  • Determinano una barriera architettonica. È il difetto principale della porta finestra traslante. È così impattante da risultare ostativo, ovviamente per una categoria specifica di persone. In particolare, per chi si muove sulla sedia a rotelle. Infatti, le porte-finestre traslanti comportano la presenza di un “ostacolo”, per quanto di pochi centimetri, che spezza la continuità interno-esterno.

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Didascalia immagine: Le porte finestre traslanti comportano un ostacolo nella superficie di passaggio

 

Caratteristiche delle porte-finestre scorrevoli

Le porte finestre scorrevoli, al netto dei difetti che riguardano le varie tipologie, rappresentano un’alternativa spesso preferibile alle controparti con apertura battente. Ciononostante, in fase di scelta vanno analizzati gli stessi parametri impiegati per gli altri modelli, soprattutto in una prospettiva di efficientamento energetico. Ecco un rapido riepilogo.

Isolamento termico

L’isolamento termico è un parametro cruciale in quanto suggerisce la tendenza di un serramento a disperdere calore. Ovviamente, minore dispersione significa minore consumo di energia, e quindi una bolletta più leggera.

L’isolamento termico è determinato da alcune caratteristiche specifiche.

  • Tipo di vetro. Il vetro doppio performa meglio del vetro singolo, il vetro triplo performa meglio del vetro doppio. Ciò accade perché, nei sistemi multipli, i vari strato sono intervallati da una sezione composta da materiale isolante.
  • Materiali. Anche i materiali possono incidere sul grado di isolamento termico. Per esempio, il PVC rappresenta il massimo in termini di isolamento termico, pur cedendo qualcosa sull’aspetto estetico.
  • Elementi di giunzione. Le guarnizioni e i giunti possono essere isolati, garantendo una minore dispersione termica.

Isolamento acustico

Anche il grado di isolamento acustico è un aspetto importante. In questo caso, non tanto per il risparmio in bolletta quanto per la qualità dell’esperienza abitativa. La questione riguarda soprattutto le abitazioni immerse nei centri urbani, in genere compromesse dall’inquinamento acustico.

La questione ruota anche in questo caso attorno alla tipologia del vetro, ai materiali di costruzione, all’isolamento degli elementi di giunzione.

Design e materiali

Cosa si può dire sul design delle porte-finestre scorrevole? Innanzitutto, checchè ne dica il senso comune, vi è un certo margine di discrezione. Questo riguarda soprattutto le dimensioni, sicché una porta finestra scorrevole “piccola” può esprimere una identità estetica diversa rispetto a un modello più grande. Va detto, però, che misure standard per porte finestre scorrevoli esistono, e vanno considerate come un punto di riferimento per una scelta magari più personalizzata.

<inserire immagine porta finestra scorrevole di design>

L’impatto più grande, però, è esercitato dal numero di ante. D’altronde, modifica in parte l’esperienza d’uso. È evidente: una porta finestra scorrevole a 2 ante garantisce un continuum visivo interno-esterno molto più efficace rispetto alla porta finestra scorrevole a 1 anta. Anche perché può abbracciare buona parte della parete. Il riferimento è in particolare alla porta finestra che supera i 2 metri.

Discorso diverso, e per fortuna più semplice, per quanto concerne i materiali. La scelta in genere è tra:

  • Legno, che garantisce un impatto estetico migliore, che spesso punta al classico e all’elegante. Il grado di isolamento termico è più che dignitoso mentre può cedere qualcosa in termini di esigenze manutentive. Insomma, al legno bisogna “starci dietro”.
  • Alluminio, che garantisce costi inferiori e basse esigenze manutentive. Tuttavia, il grado di isolamento termico è generalmente basso e potrebbe cedere qualcosa dal lato estetico.
  • PVC, che è il migliore in quanto ad isolamento termico. Inoltre non costa molta: una porta finestra in pvc impone prezzi tutto sommato accessibili. Tuttavia, questo materiale cede qualcosa in termini di resistenza agli agenti atmosferici.

Come scegliere la porta-finestra scorrevole

La prima domanda da porsi è: porta-finestra scorrevole traslante o alzante?

Al netto delle preferenze personali, è necessario operare un discorso di usabilità. Se infatti a frequentare l’abitazione è una persona con disabilità fisiche, o addirittura costretta sulla sedia a rotella, è bene sempre optare per le alzanti.

Per quanto concerne gli altri parametri: dimensioni, materiali, assetto del vetro è necessario fare la quadra tra i gusti personali e il budget a disposizione. Posto che la porta finestra scorrevole traslante esprime quasi sempre un prezzo simile alla controparte di tipo alzante, si trova un po’ di tutto a livello di cifre.

Giusto per fornire qualche coordinata:

  • I modelli più grandi costano più dei modelli piccoli (ovviamente).
  • Il legno costa più dell’alluminio e del PVC.
  • Il PVC costa più dell’alluminio.
  • La presenza di vetro doppio e triplo in una porta finestra scorrevole alza i prezzi in maniera considerevole.
  • Idem per la presenza di elementi di giunzioni isolate termicamente.
costruire ristrutturare casa

Se sei impegnato in una nuova costruzione o pensi di ristrutturare casa dovresti continuare a leggere questa guida. Forniremo alcuni consigli importanti per evitare errori grossolani, come ad esempio l’errata scelta dei serramenti, passaggio cruciale tanto per le nuove abitazioni quanto per quelle soggette a intervento.

Lo scopo è triplice. In primo luogo, giungere alla scelta del serramentista e – di conseguenza – del serramento – preparato e consapevole di cosa tu abbia bisogno. Secondariamente, coordinare efficacemente le attività di tutte le figure professionali in gioco: impresa edile, progettista e serramentista. Infine, ridurre i tempi morti e ottenere un servizio eccellente in meno tempo e tenendo sotto controllo i costi di ristrutturazione o costruzione.

Stai costruendo o ristrutturando casa? La questione energetica è sempre importante

Prima di elencare i consigli è bene fare il punto sulla questione energetica. Essa infatti rappresenta la base per qualsiasi discorso sui serramenti, la condizione necessaria per effettuare scelte consapevoli ed efficaci.

Te ne sarai già accorto:  l’orientamento generale nel settore edile coincide con l’efficientamento energetico del tessuto urbanistico. Il legislatore sta spingendo molto su questo punto, come si evince dalla pletora di bonus per chi realizza interventi che innalzano la classe energetica degli edifici. Ovviamente, tale orientamento si riflette anche sulle nuove costruzioni, oggi parecchio performanti, molto più di quelle costruite anche solo dieci o venti anni fa.

E’ la classica dinamica win-win: il legislatore raggiunge gli obiettivi sulle emissioni, il proprietario di casa risparmia in bolletta.

attestato di prestazione energetica APE

Il tema si lega a doppio filo con la scelta dei serramenti, sia in ambito costruttivo che per le ristrutturazioni. Infatti, questi elementi incidono, e non poco, sulla classe energetica dell’edificio, completando l’azione di elementi a prima vista più impattanti, come cappotti termici, impianti fotovoltaici etc. Anzi, sarebbe un controsenso dotarsi di questi dispositivi e trascurare i serramenti: si determinerebbe uno squilibrio nelle capacità di isolamento termico dell’abitazione.

1 Conoscere (e comunicare) la tipologia costruttiva della casa

Il primo consiglio riguarda la tipologia costruttiva della casa. Ovviamente, coinvolge soprattutto le nuove costruzioni. La verità è che l’approccio con cui un edificio è stato costruito impatta non solo sulla scelta dei serramenti ma anche sull’attività di posa. Installare un serramento in una casa di legno pone sfide diverse rispetto all’installazione in una casa in calcestruzzo cellulare. Anche la presenza del cappotto può incidere sulla dinamica della messa in opera.

Per esempio, alcune delle tipologie appena citate richiedono l’applicazione di una cassamorta, ovvero di un controtelaio che funga da base per l’installazione della finestra, resa altrimenti complessa dall’irregolarità della struttura parietale.

La cassamorta non è ovviamente l’unica soluzione possibile. Anzi, di recente ha preso piede l’applicazione dei monoblocchi isolanti, che coprono tutto lo spessore del muro e quindi esonerano il serramentista dalla coibentazione del foro finestra. Costano un po’ di più, è vero, ma i risultati sono migliori e più rapidi.

Dunque, conoscere la tecnologia costruttiva, e soprattutto comunicarla al serramentista già in fase di prima preventivazione, significa risparmiare tempo ed evitare disservizi. Si mettono gli specialisti nelle migliori condizioni per lavorare, e anche la qualità del servizio ne guadagna.

isolamento termico

 

2 Scegliere in anticipo i sistemi di schermatura

L’efficientamento energetico non è solo una questione di materiali e di stili. E’ anche una questione di scelta dei sistemi di schermatura solare o di oscuramento, che completano l’azione ostacolando l’eccesso di calore proveniente dall’esterno. In buona sostanza, contribuiscono a mantenere la frescura dentro i locali, ottenuta magari a caro prezzo con i climatizzatori. Tra scuri, tende, pellicole e coperture varie c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Il consiglio è di decidere in anticipo se nel foro finestra sarà necessario predisporre o meno questi sistemi, ed eventualmente scegliere “quali”. Essi infatti impattano in maniera preponderante sulla composizione del serramento e sulla posa. In particolare, conoscere se e quali dispositivi per la schermatura saranno presenti significa:

  • Scegliere il tipo di vetrocamera più adatto. Per inciso, il vetrocamera della finestra lavora in sinergia con questi sistemi al fine di controllare il calore che giunge dall’esterno.
  • Studiare con largo anticipo il sistema di ancoraggio dei sistemi in questione alla muratura, soprattutto in presenza di cappotto. Per esempio l’ancoraggio degli scuri deve essere ben studiato se è presente isolamento a cappotto nelle spallette del foro, questo perché lo scuro non può certo essere ancorato all’isolante.

Avere un’idea chiara dei sistemi di schermatura e oscuramento, e comunicarla al serramentista, si traduce quindi in una progettazione e una stima dei costi più precisa, che è sempre un vantaggio per il committente.

Schermatura Solare

3 Incoraggiare il dialogo tra le figure professionali

Il rischio più grande, tanto per chi ha commissionato la costruzione di una buona abitazione quanto per chi vuole ristrutturare casa, è che il servizio venga reso a compartimenti stagni. Ovvero, che le tante figure professionali in gioco vadano ognuno per la propria strada, senza interagire più di tanto.

E’ un rischio grave, in quanto impatta sulla qualità del risultato finale, sulla corrispondenza tra tale risultato e le proprie aspirazioni. Senza considerare lo stress e la frustrazione che scaturiscono da attività poco coordinate.

Il consiglio, dunque, è proprio quello di incoraggiare tale coordinamento. Come fare? Il metodo più semplice è fungere da… Canale di informazione. Ovvero, mantenere un dialogo aperto con tutte le figure professionali e renderli edotti delle decisioni prese con gli altri.

4 Chiedere informazioni e rimanere aggiornati

L’ultimo consiglio è in realtà la condizione necessaria per seguire quello precedente. E’ ovvio: per comunicare bene con i professionisti è bene… Sapere. Dunque, non farti alcuno scrupolo a porre domande, pretendere spiegazioni, a prescindere dalla difficoltà dell’argomento. Tra l’altro, questo semplice ma efficace approccio permette di evitare una deriva piuttosto frequente, e che riguarda soprattutto il settore edilizio: in assenza di informazioni chiare, gli specialisti proseguono di default, approntando soluzioni consolidate.

Non ci sarebbe niente di male, se non fosse che – spesso – tali soluzioni non incontrano le esigenze, estetiche e funzionali, del cliente. Da qui, la necessità di instaurare un dialogo trasparente, di chiedere e… Comprendere, eventualmente intervenire.

Cosa succede se non si seguono questi consigli

L’utilità di questi consigli è auto-evidente. Tuttavia, è bene fare il punto delle conseguenze negative che si verificano qualora venissero disattesi.

  • Perdita di tempo. E’ la conseguenza più probabile. La mancanza di informazioni e poca chiarezza sulle scelte costruttive, rallentano le decisioni sui serramenti e possono causare fastidi più o meno gravi al momento della posa.
  • Perdita di denaro. Il tempo è denaro, e basterebbe solo quello. La verità, tuttavia, è che scegliere male i serramenti significa spesso dover tornare sui propri passi, con tutto ciò che ne consegue in termini di spesa. Ci si preclude inoltre la possibilità di una preventivazione dettagliata, che è il primo ingrediente per un risparmio imponente e soprattutto compatibile con il concetto di qualità.

Difficoltà del porre rimedio agli errori. Se non vi è chiarezza, è difficile ricostruire la catena decisionale. Ecco che, di fronte a un risultato poco gradevole, trovare il responsabile è

finestre scorrevoli

Le finestre scorrevoli sono soluzioni sempre più apprezzate e richieste. D’altronde, apportano numerosi vantaggi rispetto ai tradizionali modelli ad apertura battente, i quali riguardano sia l’estetica che la funzionalità.

Nel corso degli ultimi decenni l’offerta si è però ampliata, sicché attualmente sono in commercio molti modelli, che si contraddistinguono per i meccanismi di apertura e persino per l’esperienza d’uso.

Vale la pena dunque fornire uno sguardo approfondito sulle finestre scorrevoli, sui vantaggi che apportano e sulla differenza tra alzante scorrevole e scorrevole in parallelo.

I vantaggi delle finestre scorrevoli

Le finestre scorrevoli esprimono diversi vantaggi competitivi rispetto alle altre tipologie, e in particolar modo rispetto alle finestre con apertura battente. Ecco una panoramica esaustiva.

  • Risparmio di spazio. Le ante scorrono lungo un asse orizzontale dunque non occupano spazio calpestabile. Stiamo dunque parlando di una soluzione che rende in automatico gli ambienti più spaziosi.
  • Luminosità degli ambienti. Proprio in virtù del meccanismo di apertura, e del risparmio di spazio, le finestre scorrevoli sono compatibili con dimensioni anche piuttosto accentuate. Una finestra scorrevole di oltre due metri conserva intatta la sua praticità. Una finestra di pari dimensioni ma ad apertura battente sarebbe troppo scomoda, occuperebbe troppo spazio, sarebbe poco pratica. Le finestre scorrevoli rappresentano lo standard per i serramenti di grandi dimensioni.
  • Sicurezza. Le finestre ad apertura battente, a differenza delle finestre scorrevoli, espongono spigoli con tutti i rischi del caso.

Differenze tra i diversi modelli

Il mondo delle finestre scorrevoli è piuttosto variegato in quanto sono in commercio tipologie anche molto diverse tra di loro, che danno vita ad esperienze d’uso altrettanto diversificate. Ecco una panoramica.

Scorrevole alzante

Le finestre scorrevoli di tipo “alzanti” si caratterizzano per la posizione dell’anta fissa e dell’anta mobile, la quale scorre su un piano diverso rispetto a quella fissa. Quando si ruota la maniglia, l’anta mobile si alza di e scorre su un binario.

Si tratta di una soluzione molto pratica, soprattutto per le finestre di grandi dimensioni e per le porte finestre. In questo caso, vengono del tutto abbattute le barriere architettoniche grazie ad una soglia a pavimento di dimensioni molto ridotte.

Esiste anche la possibilità di realizzare la seconda anta scorrevole anziché fissa. Questa soluzione rende pratici gli scorrevoli molto grandi in quanto ci consente l’apertura dello scorrevole in due punti (alle estremità dello scorrevole), attenzione però all’aumento dei costi.

Scorrevole parallelo

Questo modello è detto anche “traslante”. La differenza rispetto all’alzante risiede nel movimento dell’anta mobile: essa dapprima si dispone a ribalta e poi, ruotando ancora il maniglione, si “sgancia” dalla struttura sovrapponendosi all’anta fissa internamente e consentendo il passaggio all’esterno.

Il difetto principale consiste nella scarsa compatibilità con le esigenze di chi soffre di problemi motori. Infatti, a terra non abbiamo la soglia ribassata ma il traverso del telaio ponendo dunque in essere un ostacolo per chi usa una sedia a rotelle. Ovviamente, questo difetto ha un impatto solo in caso di porta finestra.

Per inciso, questo modello è chiamato anche finestra scorrevole complanare.

Caratteristiche delle finestre scorrevoli

Al netto delle peculiarità dei meccanismi di apertura, le finestre scorrevoli sono soggette alle stesse dinamiche degli altri modelli in termini di isolamento termico e acustico. Ecco gli elementi da prendere in considerazione.

Isolamento termico

L’isolamento termico è un parametro fondamentale in quanto impatta sulla spesa per il riscaldamento e la climatizzazione e, in generale, sulla qualità dell’esperienza residenziale. Il grado di isolamento dipende in particolar modo da questi elementi.

  • Tipologia di vetro. vetro doppio rappresenta già un’ottima garanzia, il triplo vetro è la soluzione migliore per i luoghi in assoluto più freddi.
  • Materiali. Alcuni materiali performano meglio di altri in termini di isolamento energetico, pur cedendo a volte qualcosa in termini di estetica o di praticità.
  • Posa in opera. Ovviamente la posa in opera incide non solamente sulle finestre scorrevoli ma su tutte le tipologie di serramenti. La posa in opera deve essere fatta da posatori esperti e formati in grado di utilizzare correttamente i materiali previsti.

Isolamento acustico

Anche l’isolamento acustico rappresenta una esigenza piuttosto diffusa, soprattutto nei contesti urbani. Per quanto concerne la protezione dai rumori, tuttavia, valgono le stesse considerazioni dell’isolamento termico. E’ necessario operare sulla tipologia del vetro, che rappresenta una barriera anche per onde sonore, e sugli interstizi.

Design e materiali

Per definizione, le finestre scorrevoli sono frutto di approccio minimale, che tende a ridurre l’ingombro che l’elemento genera. Tuttavia, si segnala un certo margine di discrezione in termini di design.

Tale margine coinvolge non tanto la forma degli elementi, quando il colore e lo spessore. Gli stili più moderni prediligono un bianco candido e uno spessore ridotto al minimo, secondo gli stilemi più comuni dell’approccio minimal.

Discorso diverso per quanto concerne i materiali, riguardo ai quali si segnala una eterogeneità ancora più spiccata. Ciascun materiale, in definitiva, apporta pregi e difetti.

La finestra scorrevole in legno garantisce un’eleganza indiscutibile ed esprime ora colori caldi ora colori più tenui, specie in presenza di laccatura. In compenso, il grado di isolamento termico è elevato ma vi è l’esigenza di prestarvi più attenzione rispetto ad altri materiali meno delicati.

L’alluminio ha generalmente un costo più elevato ma ha scarse esigenze di manutenzione, cede molto però in termini di isolamento termico. Ragione per cui si tende a fondere le due soluzioni nelle finestre scorrevoli in legno alluminio. Il principale vantaggio dell’alluminio è quello di poter realizzare dei profili estremamente sottili e minimali, impossibili da realizzare con gli altri materiali.

Il PVC, infine, rappresenta una soluzione che coniuga funzionalità e convenienza, ma cede qualcosa lato estetico. Tale difetto è in parte compensato dall’applicazione di pellicole di rivestimento sempre più realistiche.

Come scegliere la finestra scorrevole

I modelli sono numerosi, dunque è normale provare un po’ di disorientamento. Scegliere è tuttavia più semplice, se si prendono in considerazione i seguenti criteri.

  • Budget. Le finestre scorrevoli hanno prezzi diversi, i quali cambiano certo in base al design ma anche e soprattutto in base ai materiali, ai meccanismi di apertura, alle dimensioni. Per esempio, le vetrate scorrevoli hanno prezzi al mq superiori rispetto alle semplici finestre, in quanto – anche in proporzione – richiedono un lavoro di progettazione e di installazione più impegnativo. Si trovano comunque anche delle belle vetrate scorrevoli con un prezzo al mq tutto sommato contenuto. A tal proposito, va segnalata la possibilità di accedere a importanti agevolazioni fiscali. Ovviamente tale opportunità è vincolata al possesso di alcuni requisiti. In questa guida sulle agevolazioni fiscali trovate tutte le informazioni utili per verificare il possesso dei requisiti, risparmiando buona parte della spesa.
  • Esperienza d’uso. Alcuni modelli sono più pratici di altri se a frequentare i locali sono persone con disabilità. Per esempio, l’alzante abbatte le barriere architettoniche, le scorrevoli in parallelo purtroppo no.
  • Necessità energetiche. Fermo restando che è sempre preferibile usufruire di un elevato grado di isolamento termico, è ovvio che in alcuni contesti tale esigenza sia più pressante che in altri. Pensiamo ai luoghi in cui gli inverni sono particolarmente rigidi, e quindi la spesa per il riscaldamento rischia di essere molto alta. In quel caso, investire qualche euro in più per finestre scorrevoli ultra-performanti è la scelta migliore.
  • Esigenze estetiche. Infine, il design. Le finestre scorrevole, così come qualsiasi altro serramento, incidono sulla resa estetica dei locali. Dunque, occorre fare i conti anche con le necessità di tipo estetico e in particolar modo con il requisito di “coerenza”, ovviamente rispetto all’esistente.
finestre scorrevoli

Scopriamo i vantaggi offerti dalle finestre scorrevoli e le differenze tra le tipologie più diffuse. 

Le finestre scorrevoli coniugano design, praticità e funzionalità. Sono sempre più richieste e apprezzate, anche in virtù delle opportunità poste in essere dalle agevolazioni fiscali.

Esistono svariati modelli di finestre scorrevoli, le quali si distinguono non solo per le potenzialità estetiche ma anche per la tecnologia di fondo. A sua volta, questa determina pro e contro, circoscrivendo le situazioni in cui sarebbe bene optare per l’una e per l’altra tipologia.

Un focus sulle finestre scorrevoli

Quando si parla di finestre scorrevoli, la scelta è soprattutto tra le finestre dette alzanti scorrevoli e le traslanti (dette anche scorrevoli complanari). Anche dall’esterno le due tipologie presentano delle differenze e sono facilmente riconoscibili. Tuttavia condividono alcune caratteristiche.

  • Consentono di risparmiare spazio. Le finestre scorrevole, siano esse alzanti o traslanti / complanari, occupano uno spazio di gran lunga inferiore rispetto alle finestre con le ante che si aprono verso l’interno (a battente). Il motivo è facilmente intuibile: le ante nel caso delle scorrevoli viaggiano in senso orizzontale (prevalentemente), “risparmiando” lo spazio antistante.
  • Sono compatibili con le grandi superfici. Proprio grazie al risparmio di spazio, le finestre scorrevoli rappresentano lo standard per i serramenti di grandi dimensioni, come possono essere le porte finestre che si aprono sulle verande. D’altronde, è scomodo anche solo immaginare una enorme porta finestra le cui ante si aprono verso l’interno.
  • Garantiscono una maggiore sicurezza. Proprio in virtù del meccanismo a scorrimento, le probabilità di andare incontro a incidenti – magari causate da un’anta che “invade” lo spazio abitativo – sono ridotte al minimo.

La differenza tra alzante scorrevole e scorrevole traslante

Giunti a questo punto, è bene operare una distinzione tra le due tipologie citate in precedenza, ovvero tra l’alzante scorrevole e la scorrevole traslante. Va detto, innanzitutto, che quest’ultima è conosciuta anche con altri termini, come “scorrevole complanare” e “scorrevole in parallelo”.

L’alzante scorrevole si caratterizza per  il meccanismo di funzionamento: l’anta mobile viene sollevata da terra  e scorrere su un binario, il quale ovviamente corre sullo stesso piano.

Nella scorrevole traslante, invece, l’anta mobile giace sul medesimo piano dell’anta fissa. Quando scorre, però, si sposa leggermente verso l’interno, muovendosi in parallelo rispetto alla fissa. 

Il vantaggio dell’alzante scorrevole consiste nell’abbattimento delle barriere architettoniche. Dunque, è l’ideale se i locali sono frequentati da anziani o da persone a ridotta mobilità.

Di contro, i traslanti scorrevoli impongono la presenza di una guida inferiore molto più alta.. Hanno comunque il pregio di potersi aprire a “vasistas”. Non un dettaglio da poco: i serramenti a vasistas permettono il ricambio dell’aria senza esporre il locale a correnti significative.

Quali infissi scorrevoli scegliere

Occorre partire da un presupposto: entrambe le tipologie sono performanti. Scegliere l’una o l’altra significa farsi guidare da esigenze specifiche, come quella di ridurre al minimo o neutralizzare le barriere architettoniche.

Per il resto, sia l’alzante scorrevole che la scorrevole alzante si prestano alla realizzazione di finestre “normali” così come di porte finestre scorrevoli. Si prestano anche all’impiego dei materiali più svariati, legno in primis

Stesso discorso per la tipologia di vetro. Vista la stabilità fornita da entrambi le tecnologie, il triplo vetro  – perfetto per garantire una maggiore sicurezza e una minore dispersione termica – è una soluzione più che praticabile.

Quanto costano queste tipologie di finestre scorrevoli? Ovviamente dipende dal modello, e in particolare dai materiali utilizzati, dalle dimensioni, persino dal design. 

A tal proposito, va segnalata la possibilità di accedere a importanti agevolazioni fiscali. Ovviamente tale opportunità è vincolata al possesso di alcuni requisiti. In questa guida sulle agevolazioni fiscali trovate tutte le informazioni utili per verificare il possesso dei requisiti o propiziarlo, risparmiando buona parte della spesa.

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Preventivo finestre in legno e legno alluminio: gli elementi che incidono sui costi

L’elemento che incide maggiormente è la tipologia di legno. La scelta, in genere, è tra legno massello e legno lamellare. In genere, il massello è più conveniente del lamellare. Quest’ultimo, però, conferisce al serramento una maggiore stabilità. Inoltre, garantisce una maggiore durata della verniciatura, la quale permette di diradare nel tempo le operazioni manutentive. 

Se stai cercando finestre online in legno o legno alluminio, potrebbe risultare complicato intuire la qualità degli infissi, quindi ti consigliamo di guardare alla tipologia del legno, nel caso le tue preferenze andassero per gli infissi in legno o  legno alluminio. 

Preventivo serramenti in PVC: cosa incide sul prezzo 

Per quanto concerne le finestre in PVC, la partita del prezzo si gioca sulle classificazioni. Le PVC di classe A, infatti, costano circa il 10% rispetto a quelle di classe B e C, ma forniscono maggiori garanzie in termini di risparmio energetico. Dissipano, infatti, una quantità di calore di gran lunga inferiore. 

In ogni caso, che si parli di finestre in PCV, in legno o legno alluminio, a incidere è anche la resa estetica. I serramenti sono infatti considerati a tutti gli effetti elementi di design, dunque anche quest’ultimo impatta sul preventivo degli infissi.