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detrazioni fiscali ristrutturazione

Nel corso delle ultime settimane si sono susseguite numerose notizie e aggiornamenti sul “Bonus 110%” o “Superbonus”. Come noto e come spiegato nel nostro precedente articolo “Ecobonus al 110%: detrazioni fiscali per infissi e finestre ” si tratta di una misura prevista dal Decreto Rilancio che, a determinate condizioni, incrementa al 110% l’aliquota di detrazione delle spese di riqualificazione energetica o antisismiche da realizzare su edifici e riduce a soli 5 anni il tempo per ottenere le detrazioni.

Questa misura si aggiunge, e quindi non sostituisce, le iniziative già avviate in precedenza, in primis l’ “Ecobonus” e il “Sismabonus”.

In questo articolo vogliamo quindi darvi alcune indicazioni utili per capire come beneficiare di queste misure e descrivervi la novità più recente: la possibilità di ottenere lo sconto dei fornitori o la cessione del credito per queste forme di incentivo, non solo per il Bonus 110%.

 

Il Bonus 110% tra interventi trainanti e interventi trainati 

Numerose sono le regole e le condizioni per ottenere il Superbonus ed è facile immaginare come la maggior parte delle persone abbia necessità di chiarimenti e indicazioni precise. […]

Prima di tutto ricordiamo che le principali categorie cui si applica il Superbonus sono i condomìni e le persone fisiche (ma non all’interno dell’attività di impresa).

Nel caso dei cosiddetti “soggetti Ires”, si può essere beneficiari del Superbonus solo nel caso in cui, nell’abitazione o nell’edificio condominiale in cui si abita, si sia partecipato alla spesa per interventi di riqualificazione “importanti”, detti appunto “trainanti”. Fanno parte degli interventi trainanti gli isolamenti dell’involucro, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali, gli interventi antisismici.

Questi interventi devono però rientrare all’interno di determinati parametri di spesa e devono portare un incremento significativo della classe energetica dell’immobile.

All’interno della categoria degli interventi “trainati” vi sono invece gli interventi di efficientamento energetico, l’installazione di impianti solari fotovoltaici e anche le infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Tra gli interventi trainati, da realizzare quindi insieme agli interventi principali, rientrano i serramenti, che garantiscono un forte miglioramento dell’abitazione, incrementandone la luminosità, la capacità di isolamento termico, l’isolamento dai rumori esterni […]

 

Le alternative al Sisma Bonus 

Come dicevamo in apertura dell’articolo, dati i vincoli e le limitazioni poste al suo utilizzo, il Bonus 110% non sarà disponibile per tutti. Rimangono però ancora disponibili gli altri incentivi, di importo meno elevato ma sicuramente di più facile accesso:

  • la detrazione del 50% in 10 anni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (manutenzioni straordinarie, ristrutturazioni edilizie su singole unità immobiliari, ecc.);
  • la detrazione dall’Irpef o dall’Ires con aliquote tra il 50% e l’85%, in 10 anni, per gli interventi di risparmio energetico qualificato;
  • la detrazione per gli interventi antisismici.

 

La novità più importante: le possibilità di sconto dai fornitori e cessione del credito 

Tra le novità introdotte recentemente, la più importante è sicuramente la possibilità di ottenere, in alternativa alla detrazione fiscale, il contributo in modo anticipato attraverso due forme: lo sconto dal fornitore oppure la cessione del credito.

Questa possibilità è applicabile agli interventi beneficiari del Superbonus, ma anche agli interventi per il recupero del patrimonio edilizio e per quelli di recupero o restauro delle facciate.

Nel dettaglio:

  1. Lo sconto dal fornitore corrisponde sostanzialmente ad uno sconto in fattura ed è applicato sul corrispettivo dovuto fino ad un valore massimo pari all’importo che dovrebbe essere pagato allo stesso fornitore del bene o del servizio. I fornitori che hanno realizzato gli interventi anticiperanno quindi la spesa e potranno recuperare il credito sotto forma di credito d’imposta o, eventualmente, cedere a loro volta il credito ad altri soggetti (rientrando quindi nel punto successivo);
  2. La cessione di un credito d’imposta può essere effettuata verso diversi soggetti: gli stessi fornitori di beni e servizi, gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, altri soggetti (incluse le persone fisiche, le società e gli enti).

Questa disposizione apre quindi due importantissime opportunità per il beneficiario finale degli interventi, che gli permettono di ridurre notevolmente, o addirittura eliminare, il pagamento iniziale per riqualificare il proprio immobile. Le possibilità più immediate saranno infatti:

  1. Individuare un fornitore, ad esempio un’azienda con un buon profilo di solidità ed esperienza, che sia in grado non solo di progettare e realizzare i lavori, ma anche di applicare direttamente lo sconto in fattura oppure di acquisire il credito d’imposta dello stesso intervento;
  2. Informarsi autonomamente e indirizzarsi verso una banca che possa essere destinataria della cessione del credito d’imposta. Data la grande opportunità per il settore, diverse sono le banche che stanno offrendo questa possibilità e che quindi sono in grado di valorizzare la cessione del credito secondo un piano predefinito. La banca darà quindi evidenza, già dal proprio sito web e comunque dopo un percorso di valutazione della pratica, della quota di credito d’imposta che sarà riconosciuta al beneficiario finale, una volta detratti i costi di gestione dell’operazione complessiva: ad esempio, fatto “100” l’importo dei lavori e il credito d’imposta che acquisirà la banca, potrà essere “80” il credito effettivamente riconosciuto, sin da subito, al proprietario dell’immobile. In merito a questo secondo punto, Famm Infissi fornirà ulteriori aggiornamenti a breve.

Poiché, anche in questo caso, vi sono diverse condizioni applicabili e adempimenti necessari per ottenere le agevolazioni, è importante affidarsi a professionisti o aziende qualificate che vi possano guidare nella scelta della migliore opzione di realizzazione e finanziamento del vostro intervento, permettendovi quindi di poter contare su prodotti di qualità ed allo stesso tempo ridurre il vostro investimento.

Ecobonus 110 finestre infissi

Aggiornamento: Leggi anche Detrazioni Fiscali: Superbonus, Ecobonus e Sismabonus per l’efficienza e la riqualificazione della propria casa

Il Decreto Rilancio 2020 è finalmente diventato realtà con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Decreto Legge n. 34/2020): il Governo ha messo in campo una maxi manovra da 55 miliardi per aiutare imprese e famiglie a fronteggiare l’emergenza Coronavirus e ad agevolare la ripartenza post-lockdown.

Partirà infatti dal prossimo 1° luglio una maxi detrazione per ridare slancio all’edilizia: in concreto tra le diverse misure c’è anche il Super Ecobonus al 110% che prevede il potenziamento delle detrazioni fiscali per i lavori di riqualificazione energetica degli edifici, misure antisismiche e installazioni di impianti fotovoltaici sostenute fino al 31 dicembre 2021.

Super Ecobonus cos’è e a chi spetta

Per poter usufruire del nuovo Ecobonus bisogna rispettare alcuni vincoli: primo fra tutti, il bonus viene erogato solo in caso di lavori che garantiscono il miglioramento dell’edificio di almeno due classi energetiche e ciò va dimostrato con l’Attestato di Prestazione Energetica (Ape), rilasciato da un tecnico abilitato.

Gli interventi per cui è possibile ottenere l’incentivo riguardano quindi:

  • Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio: l’intervento di coibentazione deve interessare almeno il 25% delle pareti dell’edificio.
  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione
  • Spese relative a specifici interventi antisismici
  • Impianti fotovoltaici
  • Infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici e impianti di microcogenerazione

È importante sottolineare non tutti possono usufruire dell’ecobonus 2020.

Gli incentivi si applicano infatti agli interventi effettuati:

  • Dai condomini
  • Dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari
  • Dagli istituti autonomi case popolari
  • Dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa

Come funziona l’Ecobonus: lo sconto in fattura

Il contribuente, in alternativa alla possibilità di detrarre la spesa, potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore o da parte di un istituto bancario per l’intera somma del lavoro appaltato.

Nel caso venisse ceduto al fornitore questi potrà recuperare a sua volta la somma pari allo sconto rilasciato al cliente sotto forma di credito di imposta cedibile a banche o intermediari finanziari.

In poche parole i proprietari degli edifici avrebbero i lavori gratis, le imprese sarebbero pagate dalle banche le quali utilizzeranno per questo scopo la liquidità messa a disposizione dal Sistema Europa a condizioni veramente vantaggiose, con un margine del 10% spalmato in cinque anni.

Fantastico, ma anche la sostituzione di finestre e infissi rientra nel nuovo Ecobonus?

Lo vediamo subito.

Ecobonus al 110% per infissi porte e finestre

Riassumendo quanto detto in precedenza, la super detrazione spetta sicuramente a chi si impegna in lavori riguardanti l’installazione di cappotti termici degli edifici oppure per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore.

I cosiddetti interventi “minori” continuano invece a esser agevolati come previsto dalle regolazioni precedenti il Decreto Rilancio, che prevedono ad esempio una detrazione al 50% in dieci anni per serramenti e condizionatori.

Per questi casi, il supersconto al 110% in cinque anni scatta solo se questi lavori sulle singole unità immobiliari vengono effettuati nell’ambito di un più ampio intervento che agisce sull’intero edificio: quindi sesi effettua uno degli interventi sopra citati, anche l’acquisto e la sostituzione di infissi verrà inserita nel calcolo dell’ecobonus.

Detto questo però è importante sottolineare che anche per il bonus infissi ordinario del 50% (65% per i condomini) vi sono delle novità da segnalare:dal 1° luglio infatti, il vecchio bonus, grazie al decreto Rilancio potrà beneficiare dellosconto sul corrispettivo o della cessione del credito ad altri soggetti.

Sarà quindi possibile chiedere al fornitore uno sconto di importo pari alla detrazione,il quale, come già spiegato, potrà a sua volta cedere il credito d’imposta a una banca.

Conclusione

Se stai quindi pianificando la ristrutturazione energetica della tua abitazione è assolutamente più che conveniente prevedere insieme ai lavori principali (cappotto termico e impianti riscaldamento) anche la sostituzione degli infissi.

Sarebbe infatti un peccato perdere l’occasione di rimettere completamente a nuovo il proprio edificio quando i lavori non verrebbero a pesare assolutamente sul bilancio famigliare del proprietario.

C’è inoltre da ricordare il ruolo fondamentale che coprono gli infissi sulla tenuta energetica degli ambienti. Sarebbe infatti abbastanza inutile o comunque comporterebbe vantaggi assai ridotti, l’installazione di un cappotto termico in un’abitazione in cui le finestre sono vecchie e disperdono calore.

Quindi adesso non devi far altro che venirci a trovare in Show Room e studieremo insieme la soluzione più adatta alle tue esigenze.

IVA applicata ai serramenti

Se anche tu sei in procinto di acquistare i serramenti di casa, un argomento estremamente importante e da conoscere (anche se un po’ noioso) è sicuramente l’applicazione dell’aliquota IVA.

Una fonte a cui possiamo fare affidamento è la guida dell’Agenzia delle Entrate “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”. Al primo capitolo viene trattato il tema delle “agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio” e viene dedicata un’intera sezione alla corretta applicazione dell’aliquota IVA.

Ci sono infatti delle situazioni ben specifiche in cui si ha diritto all’IVA agevolata al 10% anziché al 22% e questo, come puoi ben comprendere, incide considerevolmente sul totale finale che ti viene proposto.

Il nostro personale ha seguito corsi di formazione specifici su questo argomento e cercheremo di riassumere in questo articolo, nel modo più semplice possibile, le situazioni più comuni.

L’argomento è vasto e non può essere sicuramente affrontato nella sua interezza in poche righe. Lasceremo quindi a una futura pubblicazione la normativa legata ai serramenti per nuove costruzioni e ampliamenti e tratteremo qui esclusivamente quella legata a interventi di manutenzione (ordinaria o straordinaria) e ristrutturazione.

Ma partiamo dall’inizio, cercando di chiarire la differenza tra le diverse tipologie di intervento.

Manutenzione ordinaria, straordinaria o ristrutturazione?

Quando dobbiamo sostituire i serramenti, a seconda della tipologia di intervento che stiamo per effettuare, verrà applicata una specifica aliquota IVA.
Dobbiamo capire quindi in quale intervento rientriamo. Ma come farlo?

Di solito i casi più comuni sono:

  1. CASO 1:
    Dobbiamo sostituire i serramenti senza la necessità di intervenire con altre opere murarie: in questo caso parliamo di manutenzione ORDINARIA e possiamo procedere autonomamente senza troppe complicazioni
  2. CASO 2:
    I lavori che dovete effettuare non sono più relativi alla sola sostituzione dei serramenti, ma coinvolgono anche altre parti dell’edificio: in questo caso è necessario rivolgersi ad un tecnico (geometra, architetto, ect). Sarà lui, sulla base dell’entità dei lavori, a stabilire se rientrate nella manutenzione STRAORDINARIA o nella RISTRUTTURAZIONE (in realtà, si potrebbe rientrare anche in altre classificazioni, ma sono meno frequenti). Una volta che questo è stato stabilito, il tecnico presenterà il relativo documento di autorizzazione (titolo abilitativo) presso il comune nel quale è situato l’edificio.

Per chi volesse approfondire la differenza fra manutenzione STRAORDINARIA e RISTRUTTURAZIONE riportiamo di seguito le due definizioni:

  1. Manutenzione STRAORDINARIA: “opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso.”
  2. Ristrutturazione: “interventi volti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente”.

A grandi linee si capisce come gli interventi di ristrutturazione hanno una certa consistenza, al punto da modificare la costruzione.

Come capire quale IVA viene applicata ai serramenti nei vari casi

Quale IVA viene applicata quindi nei singoli casi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria e ristrutturazione?
Ripetiamo che come primo passo è necessario capire in quale tra le situazioni sopra descritte ci troviamo, ricordando che per i casi diversi dalla manutenzione ordinaria è assolutamente necessario il parere di un tecnico. Noi in azienda ci limitiamo a chiedervi una copia del titolo abilitativo in modo da essere certi di applicare correttamente la normativa.
Riprendiamo quindi i tre casi sopra discussi:

  1. RISTRUTTURAZIONI: è il caso più semplice. Se i lavori che ti stai apprestando a fare nella tua abitazione rientrano in questa tipologia, verrà applicata un’IVA del 10% sul totale complessivo (fornitura + prestazione servizi).
  2. MANUTENZIONI: ordinaria e straordinaria vengono trattate allo stesso modo con un’aliquota mista: sulla “prestazione di servizi” (ad esempio la voce del preventivo “posa in opera”) è prevista l’IVA agevolata al 10%; per le voci relative ai “beni di valore significativo” (ad esempio le finestre) l’IVA viene calcolata al 10% fino a concorrenza del valore dei servizi, il rimanente al 22%.

Per capire meglio l’ultima frase facciamo un esempio:
Mettiamo che tu debba comprare delle nuove finestre per un valore totale di 10.000,00€ [Importo beni significativi].
A questo andrà aggiunta la posa in opera, mettiamo 2.500,00€. [Prestazione di servizi]

Usufruiremo dell’IVA al 10% sul valore della “Prestazione di servizio” (2.500,00€) e su una parte del valore dei beni significativi uguale al valore dei servizi (quindi sempre 2.500,00€).

Al rimanente (10.000€ – 2.500€) verrà applicata l’aliquota IVA al 22%.

Per maggiore chiarezza portiamo le cifre in una tabella:

Iva per serramenti

Conclusione

Il discorso così presentato è estremamente semplificato. Esistono infatti molti casi particolari che non possiamo approfondire qui.
Se ci verrai a trovare in showroom troverai un personale sempre pronto ad affrontare con te in maniera approfondita la questione dandoti le soluzioni e le rispose per la tua particolare situazione.

In sintesi, quello che devi ricordare con questo post è che con la manutenzione ordinaria e con la manutenzione straordinaria non si ha diritto all’IVA agevolata del 10% sul totale complessivo ma solo su una parte delle voci di preventivo. Nel caso di lavori di ristrutturazione è invece sempre prevista l’applicazione dell’aliquota IVA del 10%.

Per qualunque dubbio non esitare a contattarci o a scriverci.

Se invece desideri un preventivo non devi far altro che venirci a trovare in Show Room studieremo insieme la soluzione più adatta alle tue esigenze.