Nota bene: Un infisso in legno in presenza di manutenzione ha una vita illimitata
Come si effettua la manutenzione degli infissi in legno? Ogni quanto va eseguita? E’ possibile procedere in autonomia, senza il supporto di un esperto?
Ti starai ponendo queste domande anche tu, se ti ritrovi in casa infissi di questo tipo.
Il legno è un materiale particolare, dunque la questione potrebbe apparire complessa ma con le giuste indicazioni tutto ti sembrerà più semplice e chiaro.
In questa guida ti forniamo tutte le indicazioni del caso. Ti insegneremo come pulire, tonificare e restaurare gli infissi in legno. Ti spiegheremo quando farlo e quali prodotti utilizzare.
Gli infissi in legno richiedono una manutenzione frequente?
Prima di fornire consigli specifici sulla manutenzione è necessario chiarire un aspetto: le peculiarità del legno rispetto agli altri materiali.
Gli infissi in legno costituiscono una soluzione ricercata, che massimizza l’effetto estetico e si presta a numerosi stili: elegante, rustico, shabby chic.
Rappresentano la soluzione migliore per conferire ai propri locali un aspetto accogliente e per trasmettere una sensazione di calore. Costituiscono una risorsa utile per migliorare, attraverso la leva del decoro, l’esperienza abitativa. Non è un caso che, nonostante lo sviluppo di materiali alternativi come il PVC e l’alluminio, chi possiede infissi in legno e intende cambiarli – magari per adeguare gli stili – tende a… scegliere ancora una volta il legno.
Nondimeno, è necessario chiarire due aspetti.
- Anche gli infissi in legno, proprio come quelli realizzati con gli altri materiali, richiedono un minimo di manutenzione.
- La manutenzione, in questo caso, è finalizzata non già a risolvere alcuni problemi strutturali, che in realtà sono quasi del tutto assenti, bensì a trarre il massimo dal materiale e per il più lungo tempo possibile.
La manutenzione va intesa dunque in una prospettiva migliorativa, non compensativa. Un infisso in legno è perfetto così com’è, ma dà il meglio di sé se manutenuto con regolarità.
Se si parla di manutenzione leggera, ovvero di pulizia specifica, è sufficiente procedere una volta ogni 7-10 giorni. Se si parla di manutenzione straordinaria, si procede alla bisogna, ovvero ogni volta che il legno necessita di essere rinnovato.
Cosa succede se non effettui la manutenzione degli infissi in legno
Come appena specificato, la manutenzione degli infissi in legno risponde a una necessità principalmente estetica.
Chi ignora le esigenze di manutenzione del legno, si ritrova con:
- Un infisso ancora capace di fungere da elemento decorativo, ma che non sfrutta al massimo le sue potenzialità estetiche.
- Un infisso che, a lungo andare, soffre dell’usura del tempo. Il processo è estremamente lungo, e il legno da questo punto di vista performa come e meglio rispetto all’alluminio e al PVC. Allo stesso tempo, non si può negare che anche il legno “invecchi”, e quindi necessiti prima o poi di una manutenzione più approfondita.
La manutenzione degli infissi in legno, ecco come fare
Dunque, quali sono le corrette procedure per la manutenzione degli infissi in legno? Rispondere a questa domanda significa distinguere tra più livelli di intervento: uno leggero, uno medio e uno più impegnativo. Li affrontiamo uno per uno, esattamente in quest’ordine.
Pulizia
La pulizia è l’intervento manutentivo più leggero e semplice. E’ anche il più frequente, in quanto andrebbe realizzato ogni 7-10 giorni.
La pulizia si snoda in quattro fasi.
- Rimozione della sporcizia superficiale. E’ sufficiente strofinare un panno di cotone imbevuto nell’acqua. Ovviamente, senza troppo vigore.
- Rimozione macchie e aloni. In questo caso, dovresti utilizzare un panno in microfibra imbevuto in un sapone delicato, come può essere quello di Marsiglia, o in un detergente specifico per legno. L’importante è che il prodotto in questione non contenga alcool, candeggina o ammoniaca.
- Risciacquo e asciugatura. Potete utilizzare nuovamente il panno in microfibra, prima imbevuto in semplice acqua e poi asciutto.
Ritonificazione
Un’altra soluzione manutentiva poco invasiva, ma già più raffinata, è la ritonificazione. Il suo scopo è duplice: da un lato garantisce lucentezza e brillantezza all’elemento, dall’altro mantiene morbida ed elastica la vernice, caratteristiche che la fanno durare nel tempo cosi da poter proteggere il legno sottostante.
La ritonificazione va eseguita per mezzo di un apposito ritonificante per legno normalmente prodotto dalla stessa casa produttrice della vernice applicata sulla finestra. Inoltre, va distribuito mediante il classico panno in microfibra, effettuando movimenti delicati.
La ritonificazione deve essere realizzata dopo i primi quattro anni del serramento ogni 1-2 anni nel periodo primaverile o autunnale quando la temperatura è ancora mite.
Rinnovamento
Solo in alcune rare condizioni di massima esposizione, dove gli infissi non sono protetti, sarà necessario svolgere l’attività di rinnovamento.
In questo caso si procede con interventi più invasivi, che si suddividono in più fasi.
- Sverniciatura. Tale fase consiste nella rimozione della vernice. Se la zona da manutenere-restaurare è limitata, puoi procedere con la carta vetrata semplice. Nel caso in cui le lesioni coinvolgono tutto l’infisso, dovresti procedere con una levigatrice elettrica.
- Ritocco. Questa fase consiste nella “stuccatura”, ovvero nel riempimento dei solchi con lo stucco. Quest’ultimo va posato, asciugato, carteggiato.
- Applicazione dell’impregnante. Una volta che il legno è stato riparato e la superficie è stata perfettamente levigata, si posa l’impregnante. Questa sostanza è composta da solventi organici e ha lo scopo di proteggere il legno e anticipare l’applicazione della vernice. Il consiglio è di passare più mani di impregnanti, a distanza di un giorno l’una dall’altra.
- Riverniciatura. E’ la fase più semplice e probabilmente anche la più divertente. Il consiglio, tuttavia, è di passare più mani di vernice, a distanza di 24 ore l’una dall’altra.
Ovviamente l’attività di rinnovamento è più complessa rispetto a quelle viste in precedenza pertanto è consigliabile rivolgersi ad un falegname professionista.






